Approfondimenti Quando va in pensione una casalinga senza contributi e quali sono i requisiti reali nel 2026

Quando va in pensione una casalinga senza contributi?

Una casalinga che non ha versato contributi nel corso degli anni può comunque accedere a una pensione, grazie a un’apposita forma di previdenza pensata apposta per chi si dedica al lavoro domestico. Si tratta del Fondo pensione per le casalinghe gestito dall’INPS, una misura che riconosce il valore del lavoro non retribuito all’interno della famiglia.

Per iscriversi a questo fondo, è necessario avere un’età compresa tra i 16 e i 65 anni, non svolgere alcuna attività lavorativa dipendente o autonoma che comporti contribuzione obbligatoria e non percepire altre pensioni dirette. Una volta iscritta, la casalinga versa un contributo annuale volontario, che può essere sostenuto anche con l’aiuto dello Stato attraverso un meccanismo di co-finanziamento.

La pensione erogata da questo fondo è di tipo previdenziale e si concretizza come un assegno mensile, proporzionato ai contributi effettivamente versati. Per accedere alla pensione, bisogna aver compiuto almeno 60 anni (58 per le donne) e aver versato un minimo di 5 anni di contributi. Il valore dell’assegno cresce con gli anni di iscrizione e con l’importo dei versamenti.

Questo strumento è particolarmente importante per garantire una vecchiaia dignitosa a chi, per anni, ha curato la casa e la famiglia senza un contratto di lavoro. Anche se il lavoro domestico non è pagato, il sistema previdenziale oggi ne riconosce l’importanza, offrendo una rete di sostegno concreta.

Per informazioni o iscrizioni, è possibile rivolgersi direttamente agli uffici INPS o tramite i patronati, che assistono gratuitamente le persone in questi percorsi.

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