Entro quando deve arrivare lo stipendio?

Un lavoratore ha diritto a ricevere il proprio stipendio entro termini precisi, anche se non c’è una scadenza unica valida per tutti. In Italia, la tempistica del pagamento dipende soprattutto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di riferimento.

Nella maggior parte dei casi, lo stipendio deve essere pagato entro il giorno 10 del mese successivo a quello in cui è stata svolta l’attività. Ad esempio, la retribuzione relativa al mese di gennaio dovrebbe arrivare al massimo entro il 10 febbraio. Tuttavia, non esiste un’unica regola per tutti i settori: in alcune categorie, il CCNL potrebbe prevedere scadenze leggermente diverse.

Se il lavoratore non è coperto da un contratto collettivo nazionale, allora si applicano gli accordi aziendali o i contratti individuali. In questi casi, le tempistiche possono variare, ma devono comunque essere chiare e rispettate.

È importante sapere che, in caso di ritardi nel pagamento, il lavoratore ha diritto a ricevere non solo lo stipendio arretrato, ma anche un eventuale risarcimento per il mancato pagamento tempestivo, come previsto dalla legge. Alcune sentenze hanno riconosciuto questo diritto anche in assenza di un danno effettivo, poiché il ritardo viola il principio di correttezza del rapporto di lavoro.

In sintesi, sebbene il giorno 10 del mese successivo sia una sorta di riferimento comune, la scadenza esatta va verificata caso per caso. Il primo passo è sempre controllare il proprio contratto collettivo o aziendale. Così si evitano malintesi e ci si tutela meglio.

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