Quanto potere di fuoco ha ancora la Russia?

La domanda su quanti missili rimangano alla Russia non ha una risposta precisa, almeno ufficialmente. Il Cremlino non rivela dati dettagliati sulle proprie scorte e non commenta mai esplicitamente sulle capacità militari residue. Tuttavia, alcune stime fornite da fonti di intelligence e analisti consentono di tracciare un quadro indicativo.

Ad esempio, si ritiene che all’inizio del conflitto nel febbraio 2022, la Russia disponesse di circa 900 missili Iskander, un sistema da crociera altamente preciso e temuto. A oggi, secondo valutazioni indipendenti, ne sarebbero rimasti appena 119 – poco più del 13% delle scorte iniziali. Una riduzione drammatica, che suggerisce un uso intensivo di questo asset strategico.

Per quanto riguarda i missili terra-aria, la situazione è diversa. All’inizio della guerra, Mosca possedeva circa 8.000 missili S-300, fondamentali per la difesa aerea. Nonostante ne abbia utilizzati più di mille, si stima che siano ancora disponibili oltre l’80% dell’inventario originale. Questo indica che, almeno sul fronte difensivo, la Russia conserva una capacità considerevole.

Ciò nonostante, la perdita continua di sistemi avanzati e il ritmo sostenuto di impiego potrebbero mettere a dura prova la produzione interna nei prossimi mesi. Anche se la Russia cerca di mantenere un’apparenza di forza inesauribile, ogni numero racconta una storia diversa: quella di un arsenale che, seppur ancora imponente, si sta assottigliando sotto pressione.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati