La sfida dell’abbandono scolastico in Italia
Nel 2021, il 12,7% dei giovani italiani tra i 18 e i 24 anni ha interrotto gli studi dopo la licenza media, secondo i dati diffusi da Eurostat. Una percentuale che colloca l’Italia ancora distante dagli obiettivi europei, soprattutto se si considera che la media continentale si ferma al 9,7%. Questo divario evidenzia una criticità strutturale nel sistema educativo italiano, con ripercussioni importanti sul futuro lavorativo e sociale dei giovani.
L’abbandono precoce della scuola non riguarda solo il numero di chi non prosegue dopo la terza media, ma anche chi, pur iscrivendosi alle superiori, non riesce a completarle. Fattori come il disagio economico, la mancanza di supporto familiare o la difficoltà di orientamento influiscono pesantemente su questa tendenza, particolarmente marcata nel Sud del Paese.
Nonostante negli ultimi anni ci siano stati passi avanti – grazie anche a politiche mirate e a progetti di inclusione – l’Italia continua a figurare agli ultimi posti in Europa per dispersione scolastica. La strada da percorrere è ancora lunga, ma investire nella formazione significa costruire un futuro più solido per le nuove generazioni.
Il dato del 12,7% non è solo una cifra: è un campanello d’allarme. Per invertire la rotta, servono più risorse, attenzione personalizzata nelle aule e una maggiore collaborazione tra scuola, famiglie e territorio.
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