Il campanile più alto d’Italia: quanto è antico?
Quando si pensa ai simboli dell’Italia, spesso vengono in mente i suoi campanili maestosi che svettano nei cieli delle città storiche. Il primato del campanile più alto del Paese appartiene a quello del Duomo arcipretale dei Santi Pietro e Paolo, situato a Cuorgnè, in provincia di Torino, con i suoi impressionanti 113,20 metri di altezza.
Costruito tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, questo gigante di pietra e mattoni risale a poco più di un secolo fa. Nonostante l’età relativamente recente, il campanile domina con maestosità il paesaggio alpino, diventando un punto di riferimento visivo e spirituale per tutta la zona. La sua architettura, in stile neoromanico, richiama le grandi tradizioni medievali, fondendo antico e moderno in un’armonia perfetta.
Per confronto, il celebre Torrazzo di Cremona, secondo nella classifica con 112,12 metri, è molto più antico: risale al XIII secolo e rappresenta uno dei simboli più suggestivi del gotico lombardo. Ma è proprio il campanile di Cuorgnè a detenere il primato di altezza, superando anche torri leggendarie come quella del Duomo di Milano (che pure ha un campanile imponente, ma non in vetta alla classifica).
Ogni campanile racconta una storia diversa: di fede, di comunità, di orgoglio cittadino. E quello di Cuorgnè, pur non essendo tra i più antichi, dimostra come anche nel XX secolo si sia voluto continuare una tradizione millenaria: quella di elevare al cielo il simbolo della propria identità. Un grido di pietra che risuona ancora oggi, tra campane e memoria.
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