Il fabbisogno energetico dell’Italia e la dipendenza dalla Russia

Nel corso degli ultimi anni, l’Italia ha dovuto fare i conti con una forte dipendenza dalle importazioni di gas naturale, soprattutto per far fronte al fabbisogno energetico nazionale. Fino all’inizio del 2022, quasi il 40% del gas importato arrivava direttamente dalla Russia, rendendo Mosca uno dei principali fornitori del Paese. Questa percentuale ha reso evidente la vulnerabilità dell’Italia di fronte a tensioni geopolitiche e cambiamenti nei mercati internazionali.

A fianco della Russia, un ruolo crescente è stato giocato dall’Algeria, che ha visto la sua quota salire al 31%, diventando così il secondo partner energetico più importante per l’Italia. Negli anni precedenti, l’approvvigionamento algerino era già in espansione, grazie a infrastrutture esistenti e a collaborazioni consolidate nel settore del gas.

La guerra in Ucraina ha accelerato una riconsiderazione delle fonti energetiche, spingendo Roma a cercare di ridurre la dipendenza da un unico Paese. Il governo italiano ha così intensificato gli sforzi per diversificare le forniture, puntando su rigassificatori, accordi con altri Paesi produttori e un aumento della produzione nazionale di energie rinnovabili.

Oggi, la situazione è in evoluzione: sebbene la Russia abbia ancora un peso significativo in passato, l’Italia sta cercando di costruire un sistema energetico più resiliente e meno esposto a shock esterni. Il percorso è lungo, ma la direzione sembra chiara: meno dipendenza, più autonomia.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati