Malattia da Covid: quanto paga l'INPS ai lavoratori dipendenti?
Se si è costretti a stare a casa per malattia a causa di un contagio da Covid-19, l'INPS prevede un'indennità per i lavoratori dipendenti. Il trattamento economico varia a seconda del periodo di assenza dal lavoro.
Dal quarto al ventesimo giorno di malattia, spetta un’indennità pari al 50% della retribuzione media giornaliera. È in questo intervallo che il lavoratore non percepisce lo stipendio completo dal datore di lavoro, ma riceve comunque un supporto dall’Istituto di Previdenza.
La situazione cambia a partire dal ventunesimo giorno: da quel momento e fino al centottantesimo (180° giorno compreso), l’indennità sale al 66,66% della retribuzione media giornaliera. Questo significa un sostegno più consistente per chi necessita di un periodo di recupero più lungo.
È importante ricordare che i primi tre giorni di malattia sono a completo carico del lavoratore, durante i quali non spetta alcun pagamento né dal datore né dall’INPS (salvo diverse previsioni contrattuali o aziendali).
Il pagamento avviene direttamente dall’INPS, previa trasmissione dei dati da parte del datore di lavoro e con la presentazione del certificato medico. I tempi di accredito possono variare, ma di solito l’accredito arriva entro qualche settimana dalla trasmissione della documentazione.
Queste regole valgono per i dipendenti del settore privato: lavoratori autonomi, parasubordinati e collaboratori possono avere trattamenti diversi e spesso non hanno diritto alla stessa indennità. Per ogni dubbio, è sempre utile consultare il sito INPS o rivolgersi a un patronato.
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