Quanto pagano di tasse gli influencer in Italia?

Negli ultimi anni, il mondo degli influencer ha preso sempre più piede, trasformando un’attività nata sui social in una vera e propria professione. Ma cosa prevede il fisco italiano per chi guadagna attraverso contenuti digitali?

Non esiste una cassa previdenziale specifica dedicata agli influencer, quindi chi svolge questa attività deve iscriversi alla Gestione Separata INPS. Questa misura riguarda molte categorie di lavoratori autonomi senza cassa professionale obbligatoria, ed è diventata la strada più comune per chi opera nel settore dell’intrattenimento digitale.

Il versamento dei contributi avviene in base al reddito imponibile dell’anno precedente e, per il 2022, l’aliquota applicata era del 26,23%. Questa percentuale copre sia il versamento previdenziale che assistenziale, ed è calcolata su redditi derivanti da collaborazioni con brand, pubblicità, sponsorizzazioni e altri guadagni legati all’attività online.

Oltre ai contributi INPS, gli influencer devono naturalmente considerare anche le tasse sul reddito: l’IRPEF, calcolata in base al reddito complessivo, e l’eventuale pagamento dell’IVA se si è in regime forfettario o ordinario. Tutto dipende dal volume dei guadagni e dalla struttura con cui si lavora.

In sintesi, essere un influencer oggi non significa solo seguire trend e creare contenuti: richiede anche una certa attenzione agli obblighi fiscali. Chi vuole fare sul serio, infatti, deve affiancare alla creatività anche una buona dose di responsabilità amministrativa.

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