Il costo dell'evasione fiscale in Italia

Nel 2018, l’evasione fiscale in Italia ha raggiunto un valore stimato di circa 103 miliardi di euro, un dato reso noto negli allegati alla Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NADEF) del 2021. Una cifra impressionante, che rappresenta una significativa perdita per le casse dello Stato e, di conseguenza, per tutti i cittadini onesti che pagano le tasse.

Sebbene si tratti di una riduzione di oltre 5 miliardi rispetto all’anno precedente – segnale che alcune misure potrebbero aver prodotto effetti positivi – questo valore resta allarmante. Va inoltre precisato che la stima non comprende tutte le forme di mancato gettito: mancano, ad esempio, alcune componenti minori come le sanzioni non riscosse o l’evasione nell’economia sommersa più difficile da tracciare.

Questi 103 miliardi corrispondono a circa il 6% del PIL nazionale, una percentuale che se fosse recuperata potrebbe finanziare servizi essenziali come scuola, sanità o infrastrutture. L’evasione non è solo un problema economico, ma anche sociale: alimenta la sfiducia nei confronti delle istituzioni e appesantisce chi rispetta le regole.

Negli anni, il governo ha introdotto strumenti come lo spesometro, l’obbligo di fatturazione elettronica e l’anagrafe dei conti correnti per contrastare il fenomeno. Ma la lotta all’evasione richiede ancora un impegno costante, soprattutto in settori ad alto rischio come il commercio al dettaglio, i servizi alla persona e alcune professioni.

Il calo registrato nel 2018 è un segnale positivo, ma non deve trarre in inganno. Fintanto che permarranno aree opache nell’economia, l’evasione continuerà a pesare sul bilancio pubblico e sulla giustizia fiscale di tutti.

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