Chi non ha mai lavorato, quanto riceve di pensione?
Non aver mai lavorato regolarmente non significa restare a zero quando si arriva all’età della pensione. In Italia esistono alcune forme di sostegno per chi non ha maturato i requisiti per una pensione contributiva. La principale è la pensione di cittadinanza, sostituita nel 2023 dal Reddito di cittadinanza per over 60, pensato proprio per chi si trova in questa situazione.
Chi non ha mai versato contributi o ne ha troppo pochi, ma ha compiuto almeno 67 anni e vive in condizioni economiche precarie, può accedere a un sostegno economico. Nel 2022, ad esempio, la pensione sociale ammontava a 453 euro al mese, ma il valore effettivo dipende dal reddito familiare e da altri parametri. C’è un limite di reddito annuo per poterne usufruire: nel 2022 era di circa 9.000 euro per un singolo, un po’ di più per chi vive in coppia.
Un caso particolare è quello dell’invalidità civile parziale: chi ne fa richiesta e viene riconosciuto con un grado di invalidità tra il 65% e il 79%, può ricevere un assegno mensile. Nel 2022, l’importo era di 291,95 euro, con un limite di reddito personale non superiore a 5.005,94 euro annui.
Queste misure sono fondamentali per garantire un minimo di dignità a chi, per scelta, per difficoltà o per sfortuna, non è riuscito a costruirsi un percorso lavorativo. Non sono pensioni nel senso tradizionale del termine, ma aiuti statali che fanno la differenza per molte persone sole o in difficoltà.
Il sistema cerca di non lasciare indietro nessuno, anche se a volte i requisiti sono stringenti e la burocrazia può rappresentare un ostacolo. Per chi non ha mai lavorato, però, un sostegno c’è: basta informarsi e fare richiesta nei tempi e nei modi giusti.
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