Come si sviluppa l'Alzheimer?

La malattia di Alzheimer è una forma di demenza che colpisce soprattutto con l'avanzare dell'età, ma in alcuni casi può manifestarsi precocemente, già tra i 40 e i 60 anni. Sebbene le cause esatte non siano ancora del tutto chiare, gli studi genetici hanno fatto un passo avanti nella comprensione di questa patologia.

In particolare, si è scoperto che alcune forme ereditarie di Alzheimer, soprattutto quelle ad insorgenza precoce, sono legate a mutazioni specifiche nei geni. Tra questi, spiccano i geni localizzati sul cromosoma 14 e sul cromosoma 21. Quest’ultimo è particolarmente noto perché coinvolto anche nella sindrome di Down: infatti, le persone con questa condizione hanno un rischio più alto di sviluppare Alzheimer, già in giovane età.

La mutazione sul cromosoma 21 interessa la proteina precursore dell'amiloide (APP), che, se alterata, porta alla formazione di placche tossiche nel cervello. Anche le mutazioni sul cromosoma 14, che coinvolgono il gene della presenilina 1, hanno un ruolo simile: favoriscono l’accumulo della proteina amiloide, danneggiando progressivamente le cellule cerebrali.

Questi accumuli interferiscono con la comunicazione tra i neuroni e portano, col tempo, alla perdita di memoria, confusione e cambiamenti del comportamento. Non tutti i casi di Alzheimer sono ereditari, ma quando lo sono, spesso seguono questo meccanismo genetico ben preciso.

La ricerca continua a studiare questi fattori per sviluppare cure mirate, ma per ora la conoscenza dei geni coinvolti aiuta a capire meglio la malattia e a offrire consulenze genetiche alle famiglie a rischio.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati