La pensione rispetto allo stipendio: cosa cambia davvero?

Una delle domande più frequenti quando si pensa al futuro lavorativo riguarda il momento in cui si smetterà di lavorare: quanto si guadagna in meno una volta andati in pensione?

Per un lavoratore dipendente, la differenza tra l'ultimo stipendio e il primo assegno pensionistico viene calcolata tramite il cosiddetto tasso di sostituzione. Nel caso della pensione di vecchiaia, questo valore si attesta mediamente intorno al 70% dell'ultima retribuzione percepita. Questo significa che, in media, si registra una riduzione del reddito di circa il trenta per cento.

La situazione cambia positivamente per le generazioni più giovani che si affacciano oggi nel mondo del lavoro. Per loro, il tasso di sostituzione può salire fino a quasi l'80%. Tuttavia, c'è una condizione fondamentale da rispettare: poter contare su una carriera lavorativa continua, senza interruzioni prolungate o periodi di disoccupazione non coperti da contribuzione.

Mantenere la continuità contributiva diventa quindi essenziale per assicurarsi un tenore di vita post-lavorativo il più possibile vicino a quello garantito dallo stipendio mensile.

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