Quanto si può risparmiare sulla fattura del dentista?

Andare dal dentista non è solo fondamentale per la salute orale, ma può anche portare un piccolo sollievo al portafoglio grazie alla detrazione fiscale. In Italia, le spese sostenute per cure odontoiatriche, visite specialistiche e trattamenti correlati possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

La detrazione prevista è del 19% dell’importo totale, calcolata sull’IRPEF. Questo significa che, per esempio, se la fattura del dentista è di 1.000 euro, potrai recuperare circa 190 euro direttamente in sede di compilazione del modello 730 o dell’Unico. Il beneficio si applica a tutti gli interventi: dalla pulizia dentale alle otturazioni, fino a cure più complesse come protesi o impianti.

È importante conservare sempre la fattura o lo scontrino parlante, con il codice fiscale riportato, perché sarà necessario per richiedere la detrazione. Inoltre, non c’è un tetto massimo specifico per queste spese: l’intero importo documentato può essere indicato nel modulo fiscale.

La detrazione si applica anche se il pagamento avviene tramite bonifico, carta di credito o contanti, ma è fondamentale che il documento fiscale sia regolare e completo. Vale la pena ricordare che anche i familiari a carico possono usufruire della stessa agevolazione, a patto che la spesa sia documentata correttamente.

In sintesi, prendersi cura dei propri denti conviene non solo dal punto di vista medico, ma anche economico. Basta ricordare di tenere ogni ricevuta e inserirla nel modello 730: un piccolo gesto che alla fine dell’anno fa la differenza.

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