La pensione di reversibilità: cosa spetta ai familiari superstiti

La pensione di reversibilità rappresenta una fondamentale forma di sostegno economico che l'INPS riconosce ai familiari di un lavoratore iscritto all'assicurazione o di un pensionato deceduto. Quando viene a mancare un caro, conoscere le percentuali stabilite dalla legge aiuta a orientarsi tra i diritti spettanti al nucleo familiare.

La quota della pensione viene calcolata applicando percentuali ben precise in base a chi fa richiesta della prestazione:

  • Al coniuge superstite spetta il 60% dell'importo totale della pensione percepita o che sarebbe spettata al dante causa.
  • Se è presente un unico figlio (minore, studente o inabile), la quota sale al 70%.
  • Nel caso in cui abbiano diritto alla prestazione sia il coniuge che i figli, a ciascun figlio spetta il 20%.
  • Se invece il coniuge non ha diritto alla reversibilità (ad esempio in caso di mancato possesso dei requisiti o nuove situazioni), a ciascun figlio spetta una quota del 40%.

Esistono inoltre specifiche tutele e percentuali dedicate ad altri familiari a carico, come nipoti, genitori o fratelli e sorelle, qualora non vi siano coniugi o figli aventi diritto. Queste percentuali garantiscono una protezione economica proporzionata alla composizione e alle necessità della famiglia superstite.

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