Quando pagare l’avvocato: tempi e regole
Un dubbio comune tra i clienti è: quanto tempo ho per pagare l’avvocato? La risposta è chiara, ma dipende dagli accordi presi. In assenza di una pattuizione diversa, la parcella va saldata non appena viene presentata. Questo significa che, di norma, il pagamento è immediato.
Non esiste una scadenza fissa di legge, come per le bollette o le fatture commerciali. Tuttavia, la deontologia forense e i principi generali del diritto civile stabiliscono che, se non c’è un’intesa scritta o verbale su rate o termini dilazionati, il cliente è tenuto a versare il compenso subito dopo la ricezione del conto.
Attenzione però: è molto frequente che avvocato e cliente concordino un piano di pagamento, specialmente in cause lunghe o complesse. Questi accordi, anche se verbali, hanno valore legale. Tuttavia, è sempre meglio mettere nero su bianco per evitare malintesi.
In caso di ritardo, l’avvocato può sospendere l’incarico o richiedere il pagamento anche per vie legali. Al contrario, se il cliente ritiene la parcella eccessiva, può ricorrere al tariffario di riferimento e chiedere una verifica all’Ordine degli Avvocati.
Insomma, il pagamento è generalmente immediato, ma flessibile se c’è un’intesa. L’importante è comunicare: chiarezza e confronto evitano spiacevoli sorprese.
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