Quanto tempo si può rimanere in casa dopo il rogito?

Una domanda frequente, soprattutto per chi decide di vendere la propria abitazione, è: quanto tempo si può rimanere in casa dopo il rogito? La risposta non è uguale per tutti, perché dipende dagli accordi presi tra venditore e acquirente.

Il rogito, che sancisce il passaggio di proprietà davanti al notaio, non significa necessariamente che il venditore debba lasciare l’immobile subito. In molti casi, infatti, si concorda una clausola di permanenza nel contratto preliminare. Questa permette al venditore di restare nell’abitazione per un periodo prestabilito dopo il rogito, solitamente da pochi giorni fino a qualche mese.

Ad esempio, capita spesso che chi vende non abbia ancora trovato una nuova casa in cui traslocare. In questi casi, è possibile negoziare un periodo di godimento gratuito o oneroso (cioè pagando un affitto simbolico o di mercato) per continuare a vivere nell’immobile dopo la vendita.

È fondamentale, però, che tutto sia scritto nero su bianco nel contratto. Senza una clausola esplicita, il nuovo proprietario potrebbe chiedere il libero possesso immediato dell’immobile, e il venditore sarebbe costretto a lasciarlo entro pochi giorni dal rogito.

In sintesi, non esiste un tempo standard valido per tutti. Il periodo di permanenza dipende dagli accordi tra le parti e va concordato con attenzione già in fase di preliminare. Parlarne con il proprio agente immobiliare o con il notaio può evitare spiacevoli sorprese.

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