Quanto si guadagna con la MAD? Ecco i dettagli
Ogni anno, molti docenti e personale ATA inviano la Messa a Disposizione (MAD), una candidatura spontanea diretta alle scuole, nella speranza di ottenere supplenze, anche brevi. A differenza delle graduatorie ufficiali, la MAD non garantisce un posto di lavoro, ma permette alle istituzioni scolastiche di avere un elenco aggiornato di aspiranti disponibili.
Una delle domande più frequenti riguarda il compenso: quanto viene pagato un'ora di insegnamento ottenuta tramite MAD? Il contratto collettivo stabilisce un massimale orario omnicomprensivo, che significa che l’importo include ogni voce retributiva. Per un docente esperto, il tetto è di 70 euro all’ora. Per chi svolge il ruolo di tutor, invece, la cifra scende a 30 euro orari.
È importante sottolineare che questi sono i valori massimi consentiti: nella pratica, molte scuole applicano importi inferiori, soprattutto per supplenze brevi o attività di affiancamento. Inoltre, non tutte le regioni o i singoli istituti applicano lo stesso criterio, quindi le retribuzioni possono variare.
La MAD rimane comunque uno strumento utile, specialmente per chi è alle prime esperienze o cerca di entrare nel mondo della scuola. Tuttavia, è fondamentale informarsi presso la singola istituzione per conoscere le condizioni effettive offerte. La trasparenza sul compenso aiuta a valutare se accettare un incarico o meno, soprattutto quando si tratta di impegno a lungo termine.
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