Introduzione e quadro normativo generale
Comprendere il perimetro temporale delle verifiche del Fisco è fondamentale per cittadini, professionisti e imprese. Quando ci si chiede "Che anni sta controllando l'Agenzia delle Entrate?", la risposta non si basa su una scelta casuale dell'amministrazione finanziaria, ma è rigidamente disciplinata da norme di decadenza.
Il sistema tributario italiano prevede infatti dei termini precisi entro cui l'ente impositore può notificare un avviso di accertamento.
I termini ordinari di accertamento: la regola dei cinque anni
Come regola generale per le principali imposte sui redditi (IRPEF, IRES) e per l'IVA, l'Agenzia delle Entrate può spingere i propri controlli fino a cinque anni a ritroso rispetto all'anno in cui è stata presentata la dichiarazione.
Il decorso del termine: Il conto alla rovescia non parte dal 1° gennaio dell'anno d'imposta cui si riferisce il reddito, bensì dalla data di presentazione della dichiarazione.
La scadenza tipica: L'atto di accertamento deve essere notificato a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata trasmessa.
Di conseguenza, considerando il quadro temporale corrente, le annualità regolarmente dichiarate che rientrano nel mirino dei controlli standard partono solitamente dal periodo d'imposta 2020 (dichiarazione presentata nel 2021) in poi.
Le eccezioni che allungano i tempi: dichiarazioni omesse o nullhe
Esistono tuttavia circostanze particolari in cui il perimetro temporale si amplia in modo significativo. La legge punisce con una maggiore esposizione al rischio fiscale chi non rispetta gli obblighi dichiarativi di base.
Dichiarazione omessa o nulla: Nel caso in cui il contribuente non abbia presentato affatto la dichiarazione dei redditi o l'abbia presentata come nulla, i termini ordinari di accertamento non si limitano a cinque anni, ma salgono a sette anni.
Il raddoppio per reati penali tributari: Qualora emergano indizi di reato tali da far scattare una denuncia penale ai sensi delle normative vigenti (e purché la trasmissione della notizia di reato avvenga entro i termini ordinari), i periodi di accertamento possono subire ulteriori estensioni, azzerando di fatto la protezione temporale per le condotte fraudolente più gravi.
Quali particolari regimi fiscali o strumenti di tracciabilità digitale permettono oggi di ridurre o modificare questi periodi di controllo da parte dell'amministrazione finanziaria?
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