La tragica fine di Ulisse: ucciso dal figlio ignoto
Narra la leggenda che la vita di Ulisse, re di Itaca e celebre eroe dei poemi omerici, si concluse in modo straziante e pieno di ironia tragica. Dopo aver affrontato mostri, tempeste e divinità, dopo vent’anni di peregrinazioni e ritorni, il grande guerriero cadde non in una battaglia gloriosa, ma a causa di un malinteso familiare.
Telegono, il figlio che Ulisse non aveva mai conosciuto, cresciuto lontano da Itaca, decise un giorno di partire alla ricerca del padre. Figlio di Circe, la potente maga che aveva ospitato Ulisse nell’isola di Eea, Telegono era ignaro dell’identità dell’uomo che cercava. Armato di una lancia avvelenata con veleno di sirena e un timone di legno, salpò verso le coste di Itaca.Lo sbarco di questi stranieri suscitò immediata allarme. Ulisse, ormai vecchio ma sempre vigile, scese in riva con le sue guardie per difendere il regno. Nessuno sapeva chi fossero quegli uomini, né che uno di loro portava nel sangue il suo stesso nome. Scoppiò uno scontro, breve e crudele. Fu proprio in quel frangente che Telegono uccise Ulisse, senza riconoscerlo, colpito da un destino beffardo.
Solo dopo la battaglia, tra i caduti, Telegono scoprì l’identità del guerriero che aveva abbattuto. Il dolore fu immenso. La profezia che aveva spinto Ulisse a temere una morte in mare, lontano da casa, si era adempiuta in modo diverso da come aveva immaginato: ucciso non dalle onde, ma da un figlio mai visto, con un’arma strana, fatta di legno e veleno.
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