Supplenze Mad: vale la pena lavorare con la messa a disposizione?
Se sei un insegnante in attesa di un posto o stai cercando di accumulare esperienza nel mondo della scuola, ti sarai sicuramente chiesto: chi lavora con la Mad, fa punteggio? La risposta è sì. Dal 30 settembre 2022, ottenere una supplenza tramite Messa a Disposizione permette di maturare punteggio valido per le future graduatorie GPS.
Questo è un passo importante per molti docenti precari, soprattutto perché fino a qualche tempo fa non era chiaro se queste esperienze lavorative venissero riconosciute ai fini del punteggio. Oggi invece, grazie alle precisazioni ministeriali, chi accetta una supplenza saltuaria o temporanea attraverso la Mad può far valere il proprio servizio come esperienza effettiva.
Il punteggio maturato varia in base alla tipologia e alla durata del contratto, ma in generale conta come servizio effettuato su posto comune o di sostegno, a seconda dell’incarico. È fondamentale, però, che la supplenza sia stata effettivamente svolta e regolarmente registrata dalla scuola che ha assegnato l’incarico.
Per chi ambisce a entrare nelle graduatorie o a migliorare la propria posizione, ogni anno di servizio conta. La Mad non è più solo un modo per entrare in ruolo in via del tutto provvisoria, ma una vera opportunità per costruire un curriculum solido nel settore dell’istruzione.
Insomma, se hai inviato la tua domanda di messa a disposizione, sappi che ogni supplenza accettata non è solo un lavoro in più: è un tassello importante per il tuo futuro nella scuola pubblica.
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