Pensione per chi non ha mai lavorato: come funziona?

Una domanda che in molti si pongono, specialmente con l'età che avanza, è se anche chi non ha mai lavorato abbia diritto a una forma di sostegno economico dallo Stato. La risposta è sì. Anche in assenza di contributi versati durante la vita lavorativa, esiste una misura di protezione sociale pensata proprio per chi si trova in questa condizione.

Si tratta dell’assegno sociale, introdotto dal 1° gennaio 1996 al posto della vecchia pensione sociale. Nonostante il cambio di nome, molti continuano a chiamarlo "pensione sociale", ma in realtà non è una pensione vera e propria, bensì un beneficio assistenziale rivolto ai cittadini maggiorenni che non hanno mai lavorato o che non hanno accumulato contributi sufficienti per accedere a una pensione ordinaria.

Per accedervi, bisogna soddisfare alcuni requisiti: avere almeno 67 anni, essere residenti in Italia da almeno dieci anni (e di nazionalità italiana, oppure cittadini di un Paese dell’Unione Europea o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno) e avere un reddito molto basso, al di sotto della soglia stabilita ogni anno dall’Inps.

Questo assegno ha lo scopo di garantire una vita dignitosa a chi, per vari motivi, non è riuscito a costruirsi un percorso lavorativo. È un segnale importante di solidarietà da parte dello Stato, che riconosce il diritto a un minimo sostentamento anche a chi non ha mai versato un contributo.

In sintesi, anche senza una carriera alle spalle, il sistema previdenziale italiano offre una rete di sicurezza per affrontare gli anni della vecchiaia con un minimo di tranquillità economica.

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