Pressione bassa e donazione del sangue: si può fare?
Chi soffre di pressione bassa spesso si chiede se possa comunque donare il sangue. La risposta è che sì, è possibile, ma solo dopo una valutazione medica accurata. Non è la pressione bassa in sé a escludere automaticamente dalla donazione, piuttosto è lo stato generale di salute a fare la differenza.
Il medico che effettua il colloquio pre-donazione verifica diversi parametri vitali, tra cui la pressione arteriosa. I valori accettabili per poter donare sono una sistolica non superiore a 180 mmHg e una diastolica non superiore a 100 mmHg. Chi ha una pressione regolarmente bassa, ad esempio 90/60, ma si sente bene, non ha anemia né svenimenti frequenti, di solito può donare senza problemi.
È importante però essere onesti durante l’anamnesi. Se la bassa pressione è accompagnata da stanchezza, capogiri o malore, potrebbe essere un segnale che il corpo non tollererebbe bene il prelievo. In quei casi, la donazione viene sospesa per sicurezza.
La donazione del sangue è un gesto prezioso, ma la salute del donatore viene sempre messa al primo posto. Anche chi ha valori pressori fuori dalla norma può contribuire, purché in buona salute e sotto controllo medico. Ogni potenziale donatore viene valutato caso per caso, perché ogni persona è diversa.
Se hai dubbi, il consiglio migliore è parlarne con il medico dell’associazione di donatori o durante il colloquio preliminare. Così potrai sapere con certezza se sei idoneo senza rischi per te e con beneficio per gli altri.
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