Come si è comportato il mercato immobiliare nel 2022?

Nel corso del 2022, il mercato immobiliare ha mostrato segnali contrastanti, con andamenti diversi a seconda della tipologia di immobile. Mentre le case hanno continuato ad attrarre l’interesse degli acquirenti, il settore degli uffici e dei locali commerciali ha faticato a riprendersi appieno.

Analizzando i dati dei 13 principali mercati nazionali nel secondo semestre dell’anno, il valore delle abitazioni è cresciuto in media dello 0,5%. Un segnale positivo, seppur contenuto, che riflette una domanda sostenuta soprattutto nelle aree urbane e nelle città dove la ricerca di spazi più ampi e funzionali è rimasta alta, anche a causa delle nuove abitudini lavorative.

Al contrario, il segmento degli uffici ha segnato una flessione del valore del 0,6%. La ridotta necessità di spazi per il lavoro in presenza, accelerata dalla diffusione del lavoro agile, ha pesato su questa categoria. Molte aziende hanno rinegoziato i contratti d’affitto o hanno addirittura lasciato locali vuoti, con un impatto diretto sui prezzi.

Stabile, invece, il comparto dei negozi, con una variazione quasi nulla (-0,1%). Il commercio al dettaglio ha mostrato segni di resistenza, soprattutto nelle zone ad alta affluenza, ma la trasformazione dell’acquisto verso il digitale continua a mettere sotto pressione i canoni e la domanda di superfici commerciali tradizionali.

In sintesi, il 2022 ha confermato una netta separazione tra il mercato residenziale, ancora capace di attrarre investimenti, e quello terziario, alle prese con una fase di profonda riorganizzazione.

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