Quanto spetta di TFR: come calcolare la liquidazione

Quando si lascia un’azienda, uno dei dubbi più comuni riguarda il trattamento di fine rapporto, meglio noto come TFR. È una somma che il datore di lavoro è obbligato a versare al lavoratore al termine del rapporto di lavoro, e rappresenta un diritto per chi ha prestato la propria attività nel settore privato.

Ma come si calcola esattamente quanto spetta? Per ogni anno di lavoro, viene accantonata una quota pari al 6,91% della retribuzione annua utile. Questa retribuzione include stipendio, tredicesima, ferie non godute e altre voci legate al rapporto di lavoro, salvo diverse indicazioni previste dai contratti collettivi.

Ad esempio, se un lavoratore ha percepito un reddito annuo di 25.000 euro e ha maturato 10 anni di servizio, il calcolo base sarà: 25.000 × 6,91% × 10. A questo si aggiungono gli interessi legali, che vengono calcolati ogni anno alla percentuale del 2% (o di volta in volta stabilita dalla legge), rendendo il TFR leggermente più alto del semplice risultato del calcolo base.

È importante sapere che il TFR può essere versato in un’unica soluzione al termine del rapporto oppure essere trattenuto in azienda con rivalutazione annuale. In alcuni casi, è anche possibile destinare la somma a un fondo pensione integrativo.

Per una stima precisa, molti lavoratori si affidano a calcolatori online o chiedono informazioni dirette al proprio datore di lavoro o al CAF di fiducia. In ogni caso, conoscere il proprio diritto è il primo passo per tutelarlo.

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