Come licenziarsi da un contratto a tempo indeterminato

Decidere di lasciare un posto di lavoro, soprattutto se si è in possesso di un contratto a tempo indeterminato, è una scelta importante, ma del tutto legittima. Il lavoratore ha il diritto di recedere volontariamente senza dover fornire motivi specifici all’azienda. Non serve dimostrare problemi personali, conflitti o insoddisfazioni: basta la volontà di cambiare strada.

Ciò che conta, però, è rispettare le regole previste dal contratto collettivo di categoria o dal singolo accordo aziendale. È obbligatorio infatti dare un preavviso, il cui tempo varia in base al tipo di contratto e al livello professionale. Di solito si va da un minimo di 15 giorni fino a 3 mesi, soprattutto per posizioni dirigenziali o di responsabilità.

Il preavviso serve a dare all’azienda il tempo necessario per organizzarsi, trovare un sostituto o ridistribuire i compiti. Durante questo periodo, il lavoratore continua a svolgere la sua attività ed è tenuto a rispettare tutte le norme contrattuali, compresa la fedeltà al datore di lavoro.

Per evitare malintesi, è sempre consigliabile presentare la lettera di dimissioni per iscritto, possibilmente consegnandola a mano con ricevuta o inviandola tramite raccomandata o PEC. In questo modo si ha una prova certa della data di inizio del preavviso.

Vale la pena ricordare che, in alcuni casi, come durante il periodo di prova o se si accetta un’altra offerta di lavoro, è possibile concordare una risoluzione anticipata del rapporto, anche senza preavviso. Ma ogni accordo deve essere formalizzato per iscritto.

Insomma, lasciare un posto di lavoro a tempo indeterminato è un diritto. L’importante è farlo nel modo giusto, con rispetto e professionalità.

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