Come rinunciare all’insegnante di sostegno: diritti e procedure

La scelta di rinunciare all’insegnante di sostegno è un diritto che spetta alle famiglie degli alunni con disabilità. Contrariamente a quanto si possa pensare, non è la scuola a decidere in via esclusiva sull’assegnazione o la revoca di questo supporto, ma i genitori hanno un ruolo centrale nel processo.

Se i genitori ritengono che il sostegno non sia più necessario o desiderino che il figlio segua un percorso più autonomo, possono richiederne la sospensione in qualsiasi momento dell’anno scolastico. Tale decisione, pur essendo personale e legittima, dovrebbe essere maturata anche in dialogo con i docenti, i servizi psicosociali e, se possibile, con il parere del team educativo.

La procedura è semplice: basta presentare una comunicazione formale alla scuola e all’Ufficio scolastico di riferimento. Non serve motivare nel dettaglio la scelta, perché il diritto all’educazione va di pari passo con la libertà di decidere come esercitarlo. La scuola, una volta ricevuta la richiesta, è tenuta a rispettarla e ad aggiornare di conseguenza il Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Tuttavia, è bene ricordare che rinunciare al sostegno non significa rinunciare ai diritti dello studente. L’alunno continuerà a godere di tutti gli altri strumenti previsti dalla legge, come ausili tecnologici, tempi aggiuntivi o valutazioni personalizzate. La scelta riguarda soltanto la presenza costante di un docente dedicato in classe.

In sintesi, la famiglia ha la libertà di decidere cosa sia meglio per il proprio figlio. E in questo percorso, la scuola deve accompagnare la scelta con rispetto e trasparenza.

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