Cosa non deve fare un insegnante: regole fondamentali
Nel delicato rapporto tra docente e alunni, il comportamento dell'insegnante riveste un ruolo fondamentale. Le leggi e il Contratto Collettivo Nazionale della Scuola (CCNL) stabiliscono con chiarezza cosa è vietato fare a chi ha il compito di educare e formare le nuove generazioni.
Prima di tutto, è assolutamente inaccettabile qualsiasi forma di violenza fisica o verbale verso gli studenti. Un insegnante non può mai permettersi di alzare le mani o usare un linguaggio offensivo, volgare o umiliante. La scuola deve essere un luogo sicuro, dove ciascun ragazzo si senta rispettato e protetto.
Un altro comportamento da evitare è il sequestro di dispositivi personali, come smartphone o tablet. Non è permesso né trattenere né, tantomeno, portare a casa l’oggetto di proprietà dello studente. Al massimo, il docente può confiscare temporaneamente il dispositivo durante l’ora di lezione, restituendolo al termine, oppure consegnarlo alla segreteria o ai genitori, secondo le norme interne dell’istituto.
Anche il tono di voce, le espressioni e il modo di rivolgersi ai ragazzi devono essere improntati alla cortesia e al rispetto. Scherzi pesanti, commenti fuori luogo o atteggiamenti paternalistici eccessivi possono compromettere la relazione educativa.
In sintesi, l’insegnante è un modello di riferimento. Deve saper gestire il ruolo con autorevolezza, ma senza mai scivolare verso l’arbitrio o l’abuso di potere. Le regole ci sono per tutelare tutti: alunni, famiglie e docenti stessi.
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