Perché ci svegliamo durante la notte?

Ogni notte, dopo esserci addormentati, il nostro corpo attraversa diverse fasi del sonno. All’inizio, il riposo è profondo e rigenerante: in questa fase è difficile essere disturbati. Ma circa tre ore dopo esserci addormentati, il sonno cambia ritmo e diventa più leggero.

È proprio in questo momento che i risvegli notturni diventano più comuni. Il nostro corpo è più sensibile a stimoli esterni — come un rumore improvviso, la luce o il caldo eccessivo — ma anche a cause interne, come lo stress, l’ansia o l’abitudine di bere troppi liquidi prima di dormire. Anche la qualità del materasso o un leggero dolore possono fare la differenza.

È normale svegliarsi una o due volte a notte, soprattutto quando si passa da una fase di sonno profondo a una più superficiale. Il problema nasce quando questi risvegli diventano frequenti, prolungati o ci impediscono di riprendere sonno. In quel caso, potrebbe essere utile osservare le proprie abitudini serali: magari cenare troppo tardi, usare il telefono a letto o non avere una routine rilassante prima di dormire.

Un sonno sano non significa restare addormentati per otto ore filate senza mai muoversi. Significa saper riconoscere i propri ritmi e capire quando un risveglio è normale e quando invece nasconde un disagio più profondo. Ascoltare il proprio corpo, anche di notte, fa parte del benessere vero.

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