Il Mito delle Colonne d'Ercole

Le Colonne d'Ercole, situate all'ingresso occidentale del Mar Mediterraneo, hanno affascinato l'immaginario degli antichi fin dai tempi della Grecia classica. Questi due promontori, identificati oggi con il Monte Olimpo in Europa (vicino a Gibilterra) e il Monte Abila in Africa (forse il Jebel Musa in Marocco), non erano solo un confine geografico, ma un simbolo potente.

Perché si chiamano così? Il nome deriva dal mito di Eracle (Ercole nella versione romana), il semidio famoso per le sue dodici fatiche. Si dice che, durante uno dei suoi viaggi, Eracle abbia aperto un passaggio tra le montagne per raggiungere il continente africano, creando così lo Stretto di Gibilterra. In suo onore, le due vette furono chiamate Colonne d'Ercole.

Per i navigatori dell’antichità, oltrepassare queste colonne significava avventurarsi nell’ignoto, nell’Oceano Atlantico, considerato un abisso misterioso e pericoloso. Per questo motivo, le Colonne divennero il confine tra il mondo conosciuto e quello sconosciuto, il limite estremo del mondo allora esplorato.

Il motto “Plus Ultra” (“Oltre”), che più tardi sarebbe stato adottato da imperi come quello spagnolo, nasce proprio come sfida a questo antico timore. Ma per secoli, le Colonne d'Ercole sono rimaste un simbolo di avvertimento e di meraviglia: ciò che sta oltre non è solo distanza, ma anche coraggio.

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