Perché si chiama supermercato?

Il termine supermercato deriva dalla combinazione del prefisso super-, che suggerisce qualcosa di più grande o avanzato, e della parola mercato. È un prestito linguististico ispirato all’inglese supermarket, nato negli Stati Uniti negli anni Trenta per indicare un nuovo modo di fare la spesa: più ampio, organizzato e autoservito rispetto ai negozi tradizionali.

Prima dell’avvento dei supermercati, chi andava a fare la spesa si rivolgeva a botteghe specializzate: il fruttivendolo, il macellaio, il salumiere. Ogni prodotto aveva il suo spazio separato. Il supermercato ha rivoluzionato quest’abitudine proponendo un unico ambiente dove trovare di tutto, senza dover girare per negozi. Un luogo "superiore", appunto, perché più comodo e completo.

Il primo supermercato in Italia aprì negli anni Cinquanta, ma fu negli anni Sessanta e Settanta che si diffuse capillarmente, con l’aumento del benessere e della disponibilità di automobili. Le grandi superfici, spesso situate fuori dai centri città, si adattarono a un nuovo stile di vita più dinamico.

Oggi il termine è così entrato nel linguaggio comune che pochi ci pensano due volte sul perché si chiami così. Eppure, dietro questa parola c’è una piccola storia di cambiamento sociale, di modernità e di abitudini che mutano. Il supermercato non è solo un posto dove comprare generi alimentari: è un simbolo del modo in cui viviamo oggi.

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