Le cattedre scoperte che preoccupano le scuole italiane

Ogni anno scolastico che si avvicina riaccende un problema ormai cronico nel sistema educativo italiano: la mancanza di insegnanti. A preoccupare non sono solo le materie di nicchia, ma discipline fondamentali che risentono di carenze strutturali.

La matematica è la materia più colpita, con oltre duemila cattedre vuote tra scuole medie e superiori. Un dato allarmante, se si considera quanto sia centrale questa disciplina nella formazione degli studenti. A seguire, anche le materie letterarie faticano a trovare docenti, con circa 1.800 posti scoperti. Una carenza che rischia di incidere sull’approccio dei ragazzi alla lettura, alla storia e alla cultura in generale.

Non meno critica è la situazione del supporto agli alunni con bisogni educativi speciali: mancano all'appello circa 11.000 insegnanti di sostegno, una lacuna che mette a dura prova le scuole e i docenti già in servizio, costretti a coprire carichi di lavoro crescenti.

Le difficoltà si estendono anche ai gradi più bassi del sistema: nelle scuole dell'infanzia mancano 128 insegnanti, mentre alle elementari le cattedre scoperte sono 396. Anche l’insegnamento del francese patisce una carenza non indifferente, con 400 posti non assegnati, segnale di un progressivo ridimensionamento dell’offerta linguistica.

Questi numeri raccontano una realtà complessa, dove la formazione degli studenti rischia di essere compromessa non dalla volontà degli insegnanti, ma da una pianificazione insufficiente. Le classi vanno avanti, spesso con supplenti precari o con docenti fuori ruolo, ma il rischio è che la qualità dell’insegnamento ne esca appannata. In un Paese dove il futuro passa attraverso la scuola, colmare queste lacune non è più rinviabile.

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