Quando si è considerati fumatori?
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), non basta accendere una sigaretta di tanto in tanto per essere definiti fumatori, ma c'è una soglia precisa. Si è considerati fumatori se si è fumato almeno 100 sigarette nella vita – l’equivalente di cinque pacchetti da 20 – e se al momento dell’intervista si continua a fumare oppure si è smesso da meno di sei mesi.
Questa definizione aiuta a distinguere chi ha avuto un contatto sporadico con il tabacco da chi ne ha fatto un uso più regolare. Tuttavia, anche chi fuma di rado non è esente dai rischi. Il fumo, anche occasionale, danneggia il sistema cardiovascolare e respiratorio, aumenta la probabilità di sviluppare malattie croniche e può comunque portare a una dipendenza.
Il fumo occasionale è meno dannoso del fumo quotidiano, ma non è sicuro.Chi fuma solo qualche sigaretta nel weekend o in particolari occasioni rientra nella categoria dei “fumatori occasionali”. Anche in questi casi, però, il corpo subisce impatti negativi: ogni boccata contiene sostanze tossiche e cancerogene. Inoltre, molti fumatori occasionali rischiano di diventare fumatori abituali col tempo, soprattutto se non si è pienamente consapevoli del pericolo.
Smettere di fumare, anche dopo pochi mesi, porta benefici immediati. Entro sole 24 ore dall’ultima sigaretta, il livello di monossido di carbonio nel sangue scende; entro poche settimane, la circolazione e la funzione polmonare migliorano.
La buona notizia? Il corpo sa rimettersi in sesto. Anche chi ha fumato per anni può ridurre significativamente i rischi per la salute decidendo di smettere oggi. Non serve aspettare un evento drammatico: ogni giorno senza sigarette conta.
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