Come e perché il coronavirus continua a mutare

Dall'inizio della pandemia, il virus responsabile del COVID-19 ha subito una trasformazione costante. Un fenomeno del tutto naturale per i virus a RNA, che tendono a modificare la propria struttura genetica durante la replicazione. Dall'inizio della pandemia, sono state scoperte migliaia di mutazioni del coronavirus, a dimostrazione di come questo agente patogeno cerchi continuamente di adattarsi.

La parte del virus maggiormente interessata da questi cambiamenti è la struttura con cui aggancia le cellule umane. Basti pensare che le sole mutazioni che coinvolgono la "proteina spike" sono più di 4.000. Questa proteina chiave rappresenta il principale bersaglio dei nostri anticorpi e dei vaccini, motivo per cui gli scienziati monitorano con estrema attenzione ogni minima variazione della sua sequenza genica.

Tuttavia, un numero elevato di variazioni non significa necessariamente un pericolo maggiore. Nella maggior parte dei casi, queste modifiche casuali creano quasi sempre un difetto svantaggioso per il virus che non sopravvive. La selezione naturale elimina rapidamente le varianti deboli, mentre solo pochissime mutazioni riescono a conferire un reale vantaggio biologico, come una maggiore trasmissibilità o una migliore capacità di eludere le difese immunitarie.

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