Quanto inquina un F-35?

Ogni volta che un F-35 si alza in volo, consuma carburante a un ritmo impressionante. Il suo serbatoio può contenere fino a 8391 kg di carburante, una quantità necessaria per supportare missioni complesse e voli supersonici. Ma con questa potenza arriva un forte impatto ambientale.

Il carburante usato dagli aerei militari è simile al cherosene e, come tale, rilascia anidride carbonica (CO2) durante la combustione. Si stima che ogni litro di carburante bruciato produca in media 2,5 kg di CO2. Considerando la capacità del serbatoio, un singolo F-35 può emettere decine di tonnellate di CO2 già durante una sola missione, specialmente se si considerano i test, i voli addestrativi e le operazioni prolungate.

Sebbene non ci siano dati precisi su un consumo orario ufficiale, fonti indipendenti indicano che motori come quello del F-35, un Pratt & Whitney F135, possano bruciare migliaia di litri ogni ora di volo. Questo lo rende uno dei velivoli più inquinanti in circolazione.

Il costo ambientale di questi caccia è spesso messo in secondo piano rispetto alle capacità militari, ma con il crescente dibattito sul clima, anche le forze armate devono fare i conti con la sostenibilità. Alcune nazioni stanno esplorando carburanti sintetici o ibridi per ridurre l’impatto, ma siamo ancora lontani da una soluzione reale.

Insomma, il F-35 è un gigante del cielo non solo per la tecnologia che ospita, ma anche per le tonnellate di CO2 che lascia dietro di sé. E mentre continua a pattugliare i confini, la sua impronta ecologica rimane un tema sempre più urgente.

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