Quanto potrebbe essere la tua pensione?

Una delle domande più frequenti, soprattutto man mano che ci si avvicina all’età della pensione, è: quanto riceverò ogni mese una volta andato in pensione? La risposta dipende da diversi fattori, ma uno dei più importanti è il percorso lavorativo complessivo.

Prendiamo un caso concreto: un lavoratore con un’ultima retribuzione annua di 22.000 euro. Se ha un’intera carriera lavorativa senza interruzioni, il suo assegno pensionistico potrebbe aggirarsi intorno ai 16.111 euro lordi all’anno. Questo scenario rappresenta la situazione ideale: contributi continui e completa occupazione fino al momento del pensionamento.

Ma la realtà non è sempre così lineare. Ad esempio, se si verificano 3 anni senza contributi – magari per periodi di disoccupazione o lavoro non regolarizzato – la pensione scende a 14.907 euro annui. Un calo non trascurabile, che mostra quanto ogni anno di contribuzione conti.

La situazione diventa ancora più critica se l’attività lavorativa si interrompe precocemente. Nel caso in cui un lavoratore smetta di contribuire a 62 anni, pur maturando il diritto alla pensione in seguito, l’importo finale subisce un taglio più marcato: si scende a 12.666 euro l’anno. Questo significa una riduzione del circa 21% rispetto al caso di piena continuità.

Insomma, la lezione è chiara: la regolarità dei contributi e la durata effettiva della carriera lavorativa influiscono in modo diretto e significativo sull’assegno pensionistico. Chi può, farebbe bene a evitare buchi contributivi e, se possibile, allungare la vita lavorativa anche di qualche anno: il futuro economico ne risente in modo concreto.

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