Quanto si paga al prete per un battesimo?

Una domanda che in molti si pongono, soprattutto in vista di un evento importante come un battesimo: quanto si deve dare al prete? La risposta potrebbe sorprendere: non è prevista alcuna offerta obbligatoria per il battesimo.

Da un chiarimento risalente al 2020, pubblicato sul sito dell’Arcidiocesi, emerge che l’8 per mille copre lo stipendio dei sacerdoti. Questo significa che i preti non devono essere pagati direttamente per i sacramenti come battesimi e funerali. Il loro servizio in queste occasioni non ha un costo fisso, anzi, è espressamente indicato che per battesimi e funerali non va fatta alcuna offerta.

Altri servizi, invece, prevedono indicazioni precise. Ad esempio, un’offerta di 8 euro è suggerita per la celebrazione della Santa Messa, mentre il costo per un matrimonio religioso è di 103 euro, escluse spese aggiuntive come addobbi floreali o il compenso per l’organista.

Queste indicazioni seguono un decreto della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) del 2001, che fissa delle linee guida per evitare fraintendimenti. L’idea di fondo è semplice: i sacramenti non sono merci, e la fede non ha un prezzo. Tuttavia, è sempre possibile – e gradito – fare un’offerta libera per sostenere la parrocchia, in particolare se si desidera un servizio aggiuntivo o un gesto di riconoscenza personale.

Insomma, al battesimo non si paga il prete. Si può però scegliere di offrire qualcosa alla comunità, con libertà e rispetto. Un gesto di condivisione, più che un obbligo.

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