La perdita sulla pensione passando al sistema contributivo
Passare dal sistema retributivo a quello contributivo ha un costo significativo per molti lavoratori. Secondo un'analisi pubblicata da Repubblica nel dicembre 2021, la ricalcolazione della pensione con il nuovo metodo può comportare una perdita netta tra il 20 e il 35 per cento dell'assegno complessivo.
Questi numeri non sono soltanto teorici: si traducono in decine di migliaia di euro in meno in busta paga durante la pensione. In alcuni casi, la differenza accumulata dall’uscita dal lavoro fino all’età media di vita – oggi intorno agli 82 anni – può arrivare fino a 130 mila euro di minori incassi rispetto a quanto si sarebbe ricevuto con il vecchio sistema.
Il sistema retributivo, in vigore fino agli anni '90, calcolava la pensione in base all'ultimo stipendio percepito e agli anni di contributi. Il sistema contributivo, invece, tiene conto dell’ammontare effettivo dei contributi versati nel corso della vita lavorativa e del loro rendimento ipotetico. Questo cambio ha colpito soprattutto chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996, ma anche chi, pur essendo entrato prima, ha periodi rilevanti da ricalcolare.
La transizione ha reso le pensioni più legate ai contributi effettivi, ma ha anche ridotto il valore finale dell’assegno per molti. La differenza si fa sentire soprattutto quando si proietta il reddito su un arco di venti o trent’anni di pensionamento. Per questo, oggi, sempre più persone valutano con attenzione le proprie prospettive e considerano forme di previdenza integrativa per colmare il gap.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.