Il Soggiorno di Ulisse presso Circe

Quando Ulisse e i suoi compagni approdano sull'isola di Eea, cadono sotto l'incantesimo della potente maga Circe. Con un filtro magico, la dea trasforma i suoi uomini in animali, ma grazie all'intervento di Ermes e alla sua astuzia, Ulisse riesce a spezzare l'incantesimo e a conquistare la fiducia – e poi l'affetto – di Circe.

Da quel momento, l'atmosfera cambia. Circe libera i compagni dal sortilegio, restituendo loro la forma umana, e Ulisse decide di fermarsi con lei. Il soggiorno si protrae per un intero anno, un periodo di pace e piacere in netto contrasto con i pericoli affrontati fino a quel punto.

Durante questo tempo, Ulisse vive nell'opulenza della dimora di Circe, godendo del suo amore e della sua ospitalità. Ma nonostante il conforto e la bellezza dell'isola, il richiamo del dovere e della patria non svanisce. Sono proprio i suoi compagni, impazienti e nostalgici, a ricordargli il desiderio di riprendere il viaggio verso Itaca.

Quando Ulisse chiede a Circe il permesso di ripartire, lei non si oppone. Anzi, lo aiuta, fornendogli consigli preziosi per il viaggio che lo attende, inclusa la discesa nell'Ade per consultare il veggente Tiresia. Quell'anno trascorso con Circe non è solo una parentesi d'amore e riposo, ma un momento cruciale che prepara Ulisse alle prove successive del suo lungo ritorno.

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