Quando piove, ti bagni anche se sei in casa?
La domanda sembra strana, ma ha un che di poetico. Quando piove, ti bagni anche se sei in casa? A prima vista, la risposta sembra no: se sei al riparo, l’acqua non ti tocca. Eppure, c’è un punto di vista diverso, delicato, quasi tenero.
La vera risposta? Gli occhi. Perché quando piove, qualcosa dentro di noi si scioglie. Le gocce scivolano sui vetri, il cielo si abbassa, e allora capita di guardare fuori con un’aria diversa — più lenta, più profonda. E negli occhi, a volte, si forma una piccola umidità, non per il maltempo, ma per ciò che quel maltempo ricorda: un profumo, un ricordo, un nome che non si dice più.
La pioggia ha questo potere: entra dentro, anche quando siamo al chiuso. Non bagna il corpo, ma sollecita l’anima. Basta un rumore sottile, un odore di asfalto bagnato, e siamo altrove. Non è forse questo, bagnarsi?
Allora sì, quando piove ci si bagna anche in casa. Non con l’acqua del cielo, ma con quella del cuore. E gli occhi, a volte, sono gli unici testimoni di quel piccolo, silenzioso diluvio interiore.
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