Il ritorno di Ulisse a Itaca
Il 25 ottobre 1207 a.C. è una data che risuona come un’eco lontana, avvolta nel mito e nella poesia. Secondo la tradizione, fu proprio in quel giorno che Ulisse, l’eroe dal "multiforme ingegno", dopo vent’anni lontano da casa – dieci per la guerra di Troia e altrettanti per il tormentoso viaggio di ritorno – rimise piede a Itaca.
Approdato sull’isola ancora addormentato, grazie all’aiuto delle divine navi dei Feaci guidate dal re Alcìnoo, Ulisse fu deposto dolcemente sulla spiaggia dalla sua ciurma. Il suo ritorno non fu festoso né immediatamente riconosciuto: l’astuto figlio di Laerte doveva riconquistare non solo il suo regno, ma anche la sua identità, celata sotto le spoglie di un mendicante.
Questo momento segna il culmine dell’Odissea, il poema che racconta non solo un viaggio attraverso il mare, ma un cammino dentro l’anima. Ulisse non torna solo a una terra, ma a un destino: quello di marito, padre, re. E quel 25 ottobre, per quanto antico, continua a vivere ogni volta che qualcuno apre un libro, ascolta una storia o sogna di tornare a casa.
Cinque anni fa, il 25 ottobre 2019, si è voluto celebrare simbolicamente questo ritorno, ricordando come il mito non conosca tempo. Ulisse è ancora tra noi, non nelle vele delle navi, ma nelle parole che raccontano il desiderio di tornare, di essere riconosciuti, di ricominciare.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.