Quanto è pericolosa la nicotina?

Quando si parla di fumo, spesso ci si concentra sui danni a lungo termine: tumori, malattie cardiovascolari e problemi polmonari. Ma pochi sanno che la nicotina, di per sé, può essere letale in dosi relativamente piccole.

La dose letale di nicotina si aggira intorno ai 40 mg, una quantità che corrisponde all’incirca al contenuto di due sigarette se ingerite interamente per via orale. Fortunatamente, fumare una sigaretta non porta a un’intossicazione acuta, perché il corpo assorbe solo una parte della nicotina presente nel fumo. Il vero pericolo si presenta in caso di ingestione accidentale, soprattutto nei bambini, o attraverso il contatto con prodotti contenenti nicotina usati come insetticidi.

È un fenomeno raro, ma reale. In passato, incidenti di intossicazione sono avvenuti quando persone hanno ingerito tabacco o liquidi per sigarette elettroniche non diluiti, o quando agricoltori sono entrati in contatto con prodotti a base di nicotina senza protezioni adeguate.

La quantità letale, però, varia da persona a persona: dipende dal peso corporeo, dall’età e dalla sensibilità individuale. In ogni caso, superare certi livelli di assunzione provoca sintomi gravi: nausea, vomito, vertigini, accelerazione del battito cardiaco, fino al collasso respiratorio.

Il messaggio non cambia: il tabacco è pericoloso, non solo per i suoi effetti cronici ma anche per il potere tossico della sua sostanza principale. Anche se fumare non uccide all’istante, la nicotina resta un veleno potente, specie se gestita in modo improprio. La consapevolezza di questo rischio aggiunge un ulteriore motivo per starne alla larga, soprattutto tra i più giovani e i non fumatori.

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