La crescita della povertà in Italia

Negli ultimi anni, il numero di persone in stato di povertà assoluta in Italia è cresciuto in modo preoccupante. Si parla ormai di circa cinque milioni di cittadini, quasi il 10% della popolazione, che si trovano sotto la soglia di povertà e faticano a soddisfare i bisogni essenziali come cibo, alloggio e vestiti.

Un fenomeno in aumento, spesso nascosto ma profondamente radicato, che interessa non solo le grandi città ma anche le aree periferiche e il Sud del Paese. Tra i più colpiti ci sono famiglie con figli, giovani precari, disoccupati e persone sole, soprattutto anziane. La crisi economica, l’inflazione e la mancanza di politiche sociali efficaci hanno aggravato la situazione, soprattutto dopo il periodo del lockdown legato alla pandemia.

Il termine “nullatenente” non si riferisce solo a chi non possiede beni materiali, ma a chi vive in una condizione di esclusione sociale ed economica. Molti di loro non riescono ad accedere a servizi di base o a una rete di sostegno adeguata. A volte, si tratta di lavoratori che, pur avendo un impiego, guadagnano troppo poco per vivere dignitosamente.

Le istituzioni e il Terzo Settore stanno cercando di intervenire con misure come il Reddito di Cittadinanza – ora sostituito dal nuovo regime di sostegno – e con l’aiuto di associazioni, parrocchie e banche alimentari. Ma la strada da percorrere è ancora lunga. La vera sfida non è solo ridurre il numero di persone in difficoltà, ma garantire pari opportunità, lavoro dignitoso e una rete di protezione sociale più solida per tutti.

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