Quanto guadagna un insegnante supplente con la MAD?

Chi decide di entrare nella scuola italiana come supplente attraverso la MAD (Modulo di Accettazione della Disponibilità) spesso lo fa in attesa di un ruolo fisso, ma con la necessità di sostenersi economicamente. Il compenso non è sempre fisso e dipende da diversi fattori: il grado scolastico, l’orario settimanale e la durata dell’incarico.

Attualmente, uno insegnante di scuola dell’infanzia o primaria con un contratto a tempo pieno perde di rado la fascia dei 1.180 euro mensili lordi. Salendo alla scuola media, la cifra si attesta intorno ai 1.240 euro, mentre per chi lavora alle superiori si può arrivare a 1.350 euro al mese, sempre in base a un orario completo.

Attenzione però: questi importi valgono per supplenze che coprono un intero mese con un monte ore regolare. In molti casi, specialmente con incarichi brevi o part-time, lo stipendio può ridursi notevolmente. Per esempio, con poche ore settimanali o supplenze di poche settimane, è normale ricevere intorno ai 600 euro al mese, a volte anche meno.

È importante ricordare che questi sono stipendi lordi, da cui vengono detratte tasse e contributi. In più, la retribuzione può variare leggermente a seconda della regione o del tipo di contratto (sostituzione per malattia, breve durata, ecc.).

Nonostante le cifre non siano elevate, molti docenti considerano la MAD una porta d’ingresso fondamentale nel mondo della scuola, permettendo di acquisire esperienza e punteggio utile per futuri concorsi o graduatorie.

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