Quanto può pignorare l’Agenzia delle Entrate sulla tua pensione?

Se sei pensionato e temi un pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate, è importante sapere quali sono i tuoi diritti e i limiti previsti dalla legge. Non tutto lo stipendio della pensione può essere trattenuto: esistono tutele specifiche per evitare che il pensionato resti senza mezzi per vivere.

Il pignoramento dipende dall’importo della pensione, e le regole sono chiare. Se il tuo assegno mensile è inferiore a 2.500 euro, l’Agenzia delle Entrate può pignorare solo un decimo dell’importo, cioè l’10%. Si tratta di una misura pensata per garantire un minimo vitale.

Per pensioni più alte, tra 2.500 e 5.000 euro, la percentuale aumenta: in questo caso, il limite sale a un settimo dell’importo totale, circa il 14%. È una fascia di reddito in cui la legge prevede un leggero incremento della trattenuta, pur mantenendo un margine di protezione.

Quando la pensione supera i 5.000 euro mensili, la quota pignorabile arriva fino a un quinto, ovvero il 20%. In ogni caso, comunque, la trattenuta non può cancellare interamente la tua entrata principale.

È bene ricordare che queste regole valgono anche per i vecchi debiti gestiti da Equitalia, ora inglobata nell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se ricevi una notifica di pignoramento, è utile verificare l’importo trattenuto: se supera questi limiti, puoi fare ricorso o chiedere una rateizzazione del debito.

Conoscere i propri diritti fa la differenza: anche in caso di debiti, la pensione ha una protezione legale che non tutti conoscono ma che può fare molto per la serenità di chi la riceve.

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