Quanto può pignorare l’Agenzia delle Entrate sulla pensione?

Una delle preoccupazioni più comuni tra i pensionati riguarda la possibilità di vedersi pignorare parte della propria pensione a causa di debiti verso l’Agenzia delle Entrate. Fortunatamente, esiste una tutela precisa stabilita dalla legge per evitare che il sostentamento minimo del pensionato venga messo a rischio.

Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, le somme ricevute a titolo di pensione, indennità assimilate o assegni di quiescenza non possono essere pignorate per un importo inferiore a una certa soglia protetta. In particolare, l’importo che non può essere pignorato corrisponde al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo garantito di 1.000 euro mensili.

Questo significa che, indipendentemente dall’entità del debito, almeno 1.000 euro della pensione restano sempre al riparo da azioni esecutive. Il valore esatto di questa franchigia può variare leggermente nel tempo in base all’importo dell’assegno sociale, ma il limite minimo fisso resta comunque fermo a mille euro al mese.

Ad esempio, se un pensionato percepisce un trattamento mensile di 1.800 euro, solo la parte eccedente la soglia protetta (in questo caso 800 euro) può essere oggetto di pignoramento, e anche in questo caso secondo percentuali stabilite dalla legge.

Questa misura è pensata proprio per garantire una dignità economica a chi ha terminato l’attività lavorativa e vive principalmente con il proprio assegno pensionistico. Pertanto, anche in caso di debiti, lo Stato assicura che ai pensionati non venga sottratta la possibilità di vivere con un minimo decoro.

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