Glaucoma e diritto all'invalidità: cosa è previsto

Chi soffre di glaucoma può avere diritto a un riconoscimento di invalidità, anche se non sempre questo comporta l’accesso automatico alla pensione. Il glaucoma, malattia cronica che danneggia il nervo ottico e può portare alla perdita progressiva della vista, è valutato dall’Inps per stabilire una percentuale di invalidità civile.

Secondo la legge 5 febbrire 1992 n. 104, sia il glaucoma acquisito che quello congenito possono dar luogo a un riconoscimento ufficiale, soprattutto quando la patologia incide in modo significativo sulla capacità visiva e, di conseguenza, sulla qualità della vita e sull’autosufficienza della persona. L’importo e la tipologia del beneficio non dipendono solo dalla diagnosi, ma dalla reale gravità del caso, valutata attraverso specifici esami medici e accertamenti clinici.

Non si tratta di una pensione di vecchiaia o di un trattamento previdenziale legato all’età, ma di una misura di sostegno economico riservata a chi presenta una riduzione della capacità lavorativa o una menomazione funzionale riconosciuta. In alcuni casi, specialmente se l’invalidità è riconosciuta con percentuale elevata (superiore al 66%), è possibile accedere all’assegno di invalidità civile, che viene corrisposto mensilmente dall’Inps.

Per chi ha una bassa visione o è portatore di patologie oculari gravi come il glaucoma avanzato, è quindi fondamentale rivolgersi a un medico specialista per raccogliere tutta la documentazione necessaria e avviare la pratica. Ogni situazione viene valutata singolarmente, ma molte persone con forme gravi di glaucoma possono ottenere un aiuto concreto dallo Stato.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati