Cose che non si possono dire
Alcune esperienze sono così intense che le parole sembrano troppo deboli per raccontarle. Emozioni come il dolore profondo o la gioia più pura sfuggono al linguaggio comune. Non perché manchino le parole, ma perché certe sensazioni vanno oltre ciò che si può esprimere.
C’è un confine tra ciò che si vive e ciò che si riesce a dire. A volte, una confusione indicibile avvolge la mente, come quando ci si ritrova in mezzo a un evento improvviso, caotico, fuori dal controllo. Altre volte, è l’esatto opposto: un silenzio pieno di significato, una felicità così grande da non poter essere raccontata.
L’aggettivo indicibile nasce dal latino e porta con sé questo peso: non solo ciò che non si può dire, ma ciò che è quasi impossibile da comunicare. È la soglia tra il vissuto e il raccontato. Quando si dice “era indicibile”, non si vuole dire che qualcosa è proibito menzionare, ma che è al di là delle parole. Come quando si piange per la felicità, o si resta senza fiato davanti a una bellezza troppo intensa.
Anche l’aggettivo incredibile, nel suo significato più profondo, non si riferisce solo a qualcosa di straordinario, ma a ciò che non si riesce a credere fino in fondo — proprio perché non si riesce a dire con chiarezza. E forse, certe cose, è meglio che restino così: oltre il racconto, vive solo nel cuore di chi le ha provate.
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