Cos'è la doppia residenza e perché conta

Quando una persona vive stabilmente all’estero ma mantiene ancora i legami anagrafici in Italia, può trovarsi in una situazione di doppia residenza. Questo accade, per esempio, quando un cittadino italiano si trasferisce in un altro Paese, si iscrive all’anagrafe locale, ma non cancella la propria residenza dal comune italiano di origine.

Da un punto di vista fiscale, questa condizione ha conseguenze importanti. Infatti, anche se si vive lontano, il semplice fatto di rimanere iscritti nell’anagrafe della popolazione residente in Italia fa scattare una presunzione: quella di residenza fiscale nel nostro Paese. Significa che l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerare ancora dovute le tasse in Italia su redditi mondiali, non solo su quelli locali.

Questo vale soprattutto per chi ha mantenuto casa, famiglia o abitudini di vita in Italia, ma può riguardare anche chi si è trasferito da tempo senza formalizzare bene il distacco amministrativo. La doppia residenza, quindi, non è solo un aspetto burocratico: può comportare obblighi fiscali in più Paesi, con il rischio di doppia imposizione.

Per evitarlo, è fondamentale verificare lo stato anagrafico e valutare la cancellazione dalla residenza italiana, oppure sfruttare le convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate tra l’Italia e molti altri Stati. In alcuni casi, basta un cambio di residenza dichiarato all’estero per far perdere la residenza fiscale in Italia, ma serve attenzione e consulenza specializzata.

In sintesi, vivere all’estero non basta: se non si tagliano i legami formali con l’Italia, il fisco potrebbe continuare a considerarti residente. E con ciò, anche soggetto a tassazione.

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