Come indicare i bonifici tra parenti: consigli utili
Quando si effettuano bonifici tra familiari, la causale è più importante di quanto si possa pensare. Anche se si tratta di un semplice aiuto economico tra persone unite da legami affettivi, indicare correttamente la motivazione del trasferimento di denaro può evitare spiacevoli malintesi con l’Agenzia delle Entrate.
Secondo i pareri dei commercialisti esperti, la formula migliore da usare nella causale è chiara e precisa: “prestito infruttifero a mia mamma Anna” oppure “prestito infruttifero a mio fratello Marco”. Questa dicitura serve a specificare che non si tratta di una donazione – che potrebbe comportare obblighi fiscali – ma di un prestito senza interessi tra parenti.Usare termini generici come “rimborso” o “spese comuni” potrebbe generare confusione, soprattutto in caso di accertamenti fiscali. In Italia, infatti, i bonifici ripetuti verso un familiare, se non motivati adeguatamente, possono essere interpretati come donazioni soggette a imposta di registro o tasse sulle successioni. Specificare che si tratta di un prestito infruttifero protegge entrambe le parti.
Un’altra buona pratica? Conservare un semplice promemoria o un accordo scritto tra le parti, anche informale, in cui si conferma il prestito e l’eventuale restituzione. Non serve un atto notarile, ma un documento privato può fare la differenza in caso di dubbi.
Insomma, chiarezza e trasparenza sono alleate: una causale ben compilata non solo rispetta le regole, ma rafforza la fiducia tra i familiari.
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