Quando parte il pignoramento dell’Agenzia delle Entrate?

Se non paghi una cartella esattoriale, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare una procedura esecutiva per recuperare il credito. Il primo passo concreto è il pignoramento, che può colpire diversi tipi di beni.

Il pignoramento può riguardare somme di denaro sul tuo conto corrente, beni mobili (come auto o altri oggetti di valore) o addirittura beni immobili, come la casa. Ma quando scatta esattamente?

In linea generale, l’azione di recupero inizia con la notifica della cartella di pagamento. Se, però, trascorre più di un anno dalla notifica e il debito non è stato saldato, l’Agenzia può procedere con l’espropriazione forzata. Prima di arrivare al pignoramento vero e proprio, però, viene notificato un avviso di intimazione al pagamento. Questo atto ti invita a versare l’importo entro un termine preciso, solitamente 30 giorni, altrimenti scatterà l’esecuzione forzata.

È importante non sottovalutare questi passaggi. Molti contribuenti ignorano le notifiche, sperando che il problema svanisca, ma così si rischia di perdere beni o conti correnti. Anche un’abitazione può essere oggetto di esproprio, seppur in casi più gravi e dopo tutti i passaggi previsti dalla legge.

Se ti trovi in difficoltà, è meglio agire subito: è possibile chiedere un piano di rateizzazione o concordare un’eventuale riduzione. Ignorare la situazione, invece, può portare a conseguenze serie e difficili da recuperare.

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